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TEORIA BIKESTEPPER
Allenare la fase di spinta con una macchina specifica per il ciclismo

Buongiorno a tutti,

in questa seconda parte voglio parlare dell’importanza di allenare la fase di spinta nel ciclismo con una macchina specifica. Tutti sappiamo intuitivamente dell’importanza di questa fase. Frasi comunemente utilizzate come “spingere forte sui pedali” al posto di “pedalare forte”, indicano come nella mente di ognuno ne sia chiara ’importanza.

I muscoli coinvolti nella pedalata sono molti e lavorano in sinergia tra loro. Nelle gambe, i muscoli principali per la propulsione sono gli estensori, quali polpaccio, quadricipite e grande gluteo. L’insieme uomo-bici forma una catena cinetica chiusa che, tramite le braccia sul manubrio, attiva anche molti muscoli stabilizzatori.

Separare ed isolare questa fase permette di potervi applicare molta più forza che nella pedalata completa, ed acquisire consapevolezza del movimento, accorgersi dei propri difetti e potersi concentrare per correggerli.

Il Bikestepper è realizzato come una bici stazionaria, ricorda una Spinbike e consente tutte le regolazioni necessarie per trovare la giusta posizione, come sulla propria bicicletta. E tutti sappiamo come cambia il rendimento dei muscoli in bici se non abbiamo la giusta posizione. E’ quindi impensabile poter ottenere i migliori risultati se non partiamo proprio dalla giusta posizione.

Il movimento che si va ad eseguire con le gambe su Bikestepper non è di rotazione completa, ma di tipo alternato. Le gambe agiscono su due bracci collegati e sfasati tra loro, e dopo ogni spinta il braccio risale mentre viene eseguita la spinta sull’altro lato. A ciascun braccio è collegato un freno idraulico regolabile che permette di avere una resistenza alla spinta che arriva anche oltre 100 kg, e il movimento che si va a compiere è comunque un arco di rotazione identico a quello della parte anteriore della pedalata.

Più avanti dettaglieremo il tipo di curva di sforzo e i motivi della scelta di un freno idraulico.

Ma parliamo adesso di quali sono le prime impressioni che avrà un nuovo utilizzatore. Appena salito sull’attrezzo si effettuano le regolazioni principali, altezza della sella, arretramento della sella, altezza del manubrio e allontanamento del manubrio. Trovata la posizione a noi più congeniale, seguendo se necessario le indicazioni fornite insieme all’attrezzo, inizieremo a fare la nostra prima spinta. 

Se il carico è già regolato in modo da offrire una certa resistenza, simulando una salita, è probabile che noteremo subito alcune cose. Prima tra tutte è che l’attrezzo risulta particolarmente duro all’inizio della spinta, nella parte più alta. Adesso pensiamo alla pedalata e soffermiamoci sul fatto che, con la pedivella in alto, abbiamo una leva estremamente svantaggiosa ed un angolo di applicazione della forza molto sfavorevole. 

Infatti la posizione più favorevole si ha quando la pedivella avrà percorso 90 gradi e si troverà parallela al terreno. Pertanto la curva di sforzo in bici, specialmente con rapporti duri, richiede maggiore forza all’inizio della spinta per poi ammorbidirsi progressivamente. Bikestepper è pensato per amplificare volutamente questo tipo di curva, e fare in modo che, utilizzandolo regolarmente, la durezza iniziale della pedalata in bici non sarà più avvertita.

A questo proposito possiamo fare il primo confronto con le macchine che troviamo nelle palestre. La maggior parte delle macchine moderne sono dette “isotoniche” perché progettate per aiutare nello sforzo, soprattutto nella fase iniziale. Difficilmente chi riesce a sollevare 100 kg con una di queste macchine potrà realmente sollevare lo stesso peso senza questo aiuto. In questo modo si hanno meno sollecitazioni e meno possibilità di infortuni muscolari nelle persone meno preparate, ma anche i risultati ottenuti sono molto minori.

Inoltre tutte le macchine da palestra e gli stessi pesi liberi, costringono i muscoli a lavorare anche in fase di ritorno, per frenare il carico. Questo lavoro è detto “eccentrico”  ed è da molti ritenuto allenante per l’incremento della forza. Tuttavia è dimostrato che proprio questa parte di lavoro eccentrico è causa maggiore di dolori muscolari e sensazioni di muscoli legati, oltre ad essere un tipo di lavoro totalmente assente in bici.

Abbiamo descritto il tipo di sforzo di Bikestepper e l’assenza del lavoro eccentrico. Abbiamo inoltre parlato delle complesse catene muscolari del ciclismo. Risulta evidente che nessuna macchina per la forza presente nelle palestre fino ad oggi può far lavorare questi muscoli nel modo giusto per il ciclismo.

E’ questa la ragione per cui tutti i lavori fatti in palestra portano a sentirsi legati e a non sentire alcun miglioramento. Torneremo a pedalare bene e con piacere solo dopo che avremo abbandonato la palestra da qualche tempo, ma i nostri muscoli avranno anche già perso tutto il lavoro fatto.

Traiettoria curva, angoli di lavoro, appoggio del piede, catene muscolari coinvolte sono tutte peculiarità che nessun attrezzo al mondo presenta contemporaneamente. Mentre la partenza da fermo su ogni pedalata, ed i carichi elevati e costanti non possono essere riprodotti in bici.

Bikestepper si può immaginare come una doppia pressa a gamba singola realizzata su una bici stazionaria. Ma rispetto ad una pressa, in Bikestepper abbiamo una traiettoria curva del movimento e non lineare, appoggiamo il piede solo sull’avampiede attivando i polpacci e tutti i muscoli del core,  e non sovraccaricando il ginocchio, mentre manteniamo gli angoli e le catene muscolari del ciclismo. 

Ma soprattutto non abbiamo l’appoggio della schiena e siamo costretti a far lavorare tutti i muscoli stabilizzatori.

Vai a Parte 3: Come Usare Bikestepper®

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