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TEORIA BIKESTEPPER
L'idea di un nuovo strumento pensato per le palestre e per il ciclismo

Buongiorno a tutti,

vorrei parlarvi di un nuovo attrezzo per allenamento Indoor chiamato Bikestepper.

E’ stato pensato come macchina per l’allenamento della forza nella fase di spinta del ciclismo, ma a prima vista sembrerebbe solo una sorta di Spinbike.

Trattandosi di una macchina per la forza, ci saremmo aspettati qualcosa di simile ad una Leg Press o ad una Squat machine, un attrezzo che si possa caricare con molti pesi e compiervi sforzi intensi, mentre questa sorta di bici stazionaria sembra piuttosto un attrezzo per allenamenti di resistenza eseguiti con un movimento alternato delle gambe invece che circolare.

Può ricordare anche uno Stepper da seduti, che consentirebbe di stare più comodi ed evitare di aiutarsi col peso del proprio corpo, ma anche in questo caso si tratterebbe di un attrezzo non specifico per la forza o comunque non specifico per il ciclismo.

Effettivamente può sembrare così, ma basterà provarlo per rendersi conto che l’apparenza inganna. Infatti può essere necessario davvero mettere molta forza per azionarlo, specialmente se si regolano i freni idraulici verso le posizioni più dure, come spiegato nelle istruzioni, e forse avremo addirittura difficoltà a smuovere i bracci di spinta, visto che il carico di spinta per gamba può arrivare ad oltre 100 kg!

Quindi si tratta di uno Stepper da seduti molto duro? Assolutamente no, perché il movimento è molto più vicino a quello di una bici piuttosto che uno Stepper. Semmai è una bici stazionaria molto dura, perché postura, traiettoria del movimento e angoli di lavoro sono quelli stessi del ciclismo, ma con la differenza che vi si può eseguire solo la prima parte del movimento della pedalata, detta fase di spinta, muovendo le gambe su e giù senza fare il giro completo.

Ma se in pratica è come dimezzare la pedalata, dove si trova la novità? Sembra una sciocchezza, perché apparentemente si fa solo metà lavoro. Allora che senso ha?

Indubbiamente queste sono le impressioni che si hanno osservando Bikestepper per la prima volta, e la reazione più comune sarà quella di etichettarlo come una macchina senza senso, il solito tentativo inutile di inventare qualcosa di nuovo quando tutto quello che serve è già stato inventato.

Nella sua semplicità è in effetti molto difficile cogliere la reale utilità di Bikestepper e capirne le potenzialità senza averlo provato. Di conseguenza la maggior parte delle persone inizialmente non sarà interessata e non lo prenderà minimamente in considerazione.

Ma c’è sempre chi è più aperto alle novità, desideroso di sperimentare, e che tenderà a non scartare nulla alla prima impressione. A queste persone, che sono arrivate a leggere fino a qui, voglio dire alcune cose.

Sono un ciclista e, prima di inventare e brevettare Bikestepper, sentivo che per il mio allenamento alla bicicletta avevo bisogno di qualcosa in più. Mi sentivo carente nella forza, sentivo di non avere una pedalata simmetrica, sentivo di non spingere sui pedali come avrei voluto, di non riuscire a dare quello che dentro di me ero certo di poter dare, ma che non sapevo come tirare fuori.

Sì, avevo provato a cercare salite super ripide difficili da superare, od a fare delle partenze da fermo con rapporti molto duri. Ma in entrambi i casi i pedali erano certamente molto duri, ma per poter girare dovevo riuscire comunque ad avere una certa inerzia e non arrivavo mai a mettere veramente tutta la mia forza come quando sollevo un peso in palestra.

Avevo bisogno insomma di qualcosa di diverso da aggiungere ai vari tipi di allenamento che avevo sempre seguito e che mi aiutasse a fare ciò. So che tutti quelli che leggeranno queste righe avranno appena pensato questa facile battuta: “allora dopati!”.

E’ vero che con questa scorciatoia avrei certo ottenuto dei facili risultati, ma le sensazioni che ho detto sarebbero rimaste identiche. Anche allenandosi di più e meglio porta dei risultati, ma il discorso non cambia: stesse sensazioni!

E cosa potevo trovare di diverso? Questo lo avevo chiaro nella mia mente, perché in passato avevo frequentato le palestre e sapevo che, quando si vuole tirare fuori qualcosa di più da un muscolo, quando si vuole sentir lavorare quel muscolo appieno, in tutte le sue fibre, non basta usarlo, si deve isolarlo dal resto del corpo e concentrare tutta la nostra forza e la nostra mente su esso, in una posizione stabile che ci consenta di farlo.

Con questa idea sono già state inventate tantissime macchine specifiche per i vari muscoli, e queste macchine riempiono le palestre di tutto il mondo. Anche l’allenamento a pesi liberi, un po’ più difficile da eseguire, è basato sugli stessi ovvii principi. Molti ciclisti infatti in inverno diventano anch’essi frequentatori di palestre, e questa è certamente un’ottima cosa per riattivare molte parti del corpo in bici sono poco utilizzate.

Ma per i muscoli del ciclista, fare lavori con macchine da culturista non da grandi risultati: solitamente dopo ci si sentirà legati, e andare in bici diventerà meno piacevole. Per non parlare del fatto che a molti non piace, oppure non sanno eseguire il movimento corretto, col rischio di infortunarsi. Abbandonata la palestra dopo alcuni mesi, ci vuole altro tempo prima di riuscire a scioglierci. A quel punto, di tutta la forza che abbiamo cercato di allenare in palestra, probabilmente non sarà rimasto nulla, perché la forza è una di quelle cose che, se non si continuano ad allenare, in poco tempo si perdono.

Quindi ci vorrebbe una macchina da palestra fatta per i muscoli del ciclista e non per il culturismo, che permetta di allenare la forza a secco e non solo d’inverno perché, come già detto, la forza va mantenuta se no si perde. Una macchina che prima di tutto non deve legare i muscoli e che li faccia lavorare allo stesso modo che in bici, ma che permetta anche di isolare questi muscoli e di concentrarvi più forza di quanto si riesca a fare in bici.

Tutti sappiamo quali sono i muscoli più importanti per il ciclista, quelli della spinta sui pedali. Infatti diciamo comunemente “spingere forte sui pedali” per indicare una pedalata potente, perché la fase di spinta rappresenta l’80 percento dello sforzo in bicicletta. Da questi ragionamenti emerge quello che avevo già ben chiaro nella mia mente: era necessario trovare una macchina da palestra specifica per il ciclismo e pensata per allenare i muscoli della fase di spinta.

Provando a cercare su Google qualsiasi tipo di combinazione di queste parole, gli unici risultati che mi venivano mostrati erano rulli, spinbike, cyclette. Tuttavia queste macchine non isolano niente, fanno fare il movimento completo, per cui nulla cambia né aggiunge all’andare in bici, e non è questo quello che volevo aggiungere al mio allenamento.

Provando invece a cercare gambe e spinte, oltre alle macchine classiche da palestra come Leg Press e simili, mi venivano mostrati vari tipi di Stepper, alcuni anche da seduti oppure ellittici, ma nessuno di questi permette un movimento di spinta anche solo simile al ciclismo. In definitiva, sapendo cosa cercavo per il mio scopo, non trovai niente di simile perché non era ancora mai stata creata prima alcuna macchina da allenamento specifica per il ciclismo e che utilizzasse lo stesso criterio – isolare un movimento per incrementare la forza – che adottano tutte le macchine da palestra.

Iniziai allora a costruirmi da solo quello che avevo in mente.

Vai a Parte 2: la fase di Spinta

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