Pedalata rotonda

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Lavorare direttamente sulla spinta consente al cervello di decodificare il movimento che determina una pedalata rotonda e di imparare a sollecitare ed utilizzare i muscoli giusti.

La principale sensazione che un atleta ha utilizzando Bikestepper è senz’altro una maggiore durezza nella spinta iniziale, attraverso cui allenare i muscoli a superare la prima parte della spinta sui pedali, per arrivare ad avere un gesto atletico fluido e rotondo.

In caso di carichi elevati, questo sforzo rende questo tipo di lavoro assimilabile ad un esercizio sub-isometrico, con la contrazione massimale dei muscoli ed il reclutamento del maggior numero possibile di fibre.

Ciò consente dapprima di allenare la forza, ma sortisce l’effetto secondario di far emergere i limiti, presupposto questo per poter migliorare l’efficacia della pedalata.

In tal caso, quindi, dovranno essere attivati tutti i muscoli stabilizzatori, dovrà essere bloccato il bacino affinché non arretri e si scomponga, mantenuto il ginocchio in asse col centro di spinta, utilizzate le braccia, i muscoli della schiena e dovrà essere controllato il piede, che dovrà spingere in avanti senza cedere sul tallone.

Tutte sensazioni assolutamente nuove perché in bici non è possibile riuscire ad isolare e rilevare tutti questi fattori e diviene quindi difficile riuscire a migliorare la qualità della pedalata. È proprio grazie alla possibilità di isolare il gesto di spinta sui pedali, separandolo da tutti gli altri che compongono la pedalata, che è possibile intervenire sui difetti e trovare la spinta più opportuna.

La ripartenza da fermo che viene ripetuta ad ogni spinta obbliga il cervello a capire quali muscoli attivare per mantenere l’assetto corretto, stabilendo un legame permanente con i muscoli da utilizzare in seguito anche in bici.

Le corone ovali

Durante la pedalata, una parte importante di muscoli non vengono utilizzati nel modo più opportuno ed efficace. Ciò è spesso causa di dolori a schiena e ginocchia.

Bikestepper, proprio grazie alla sua azione, consente di farli emergere in maniera netta ed evidente, presupposto fondamentale per poter intervenire e correggerli con un’azione mirata.

Concentriamoci sulla pedalata e soffermiamoci sul fatto che, con la pedivella posta in alto, si ha a disposizione ed un angolo di incidenza, per quanto concerne l’applicazione della forza, particolarmente svantaggioso, il che porta a non avere una pedalata rotonda nella fase di sforzo. Pertanto la posizione più favorevole si ha quando la pedivella avrà percorso novanta gradi e sarà parallela al suolo. Dai grafici sull’applicazione di forza che oggi molti strumenti mettono a disposizione, emerge chiaro come buona parte della spinta iniziale rimanga in molti atleti inutilizzata.

Questo il motivo per cui sono state introdotte le cosiddette “corone ovali” che, diversamente da Bikestepper, sono realizzate per ridurre il carico nella prima fase di spinta con l’idea di favorire una pedalata rotonda concentrando tutta la forza a spinta già avanzata. Ma così facendo i muscoli perdono sempre più forza in quella parte fondamentale di pedalata, riducendo in una zona minima il campo di applicazione della forza che invece dovrebbe essere su tutto l’arco di pedalata.

Per utilizzare pienamente l’intera pedalata è fondamentale invece imparare ad applicare e distribuire la forza nel modo più opportuno lungo l’intero arco della pedalata, sollecitando opportunamente tutti i muscoli interessati.

Questa è la vera pedalata rotonda, quella attraverso cui è possibile aumentare la forza consentendo di spingere lungo l’intero arco della stessa. Questo il motivo per cui, allenando la sola spinta con Bikestepper, la pedalata in bici sarà più rotonda.

Pedalata rotonda ultima modifica: 2016-11-22T09:21:50+00:00 da Nicola Morales